Le tendenze per l’arredamento nel 2021


Siamo pronti per salutare il vecchio anno e molti di noi lo fanno senza volersi più voltare indietro. E’ stato un anno che ha messo tutti alla prova, ha cambiato le nostre abitudini, facendoci vivere di più la casa (a volte amandola e a volte odiandola) e siamo diventati tutti più tecnologici per riuscire a mantenere attiva la nostra parte sociale, quella di cui non possiamo fare a meno. Ecco che l’arredamento si è plasmato e adattato a questa condizione ed il nuovo anno continuerà ad essere comunque influenzato da tutto questo.

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PANTONE 2020

Come già avevamo detto pantone è l’autorità internazionale nell’ambito del colore del 1963. Il Classic blue nella particolare tonalità tra indaco e oceano, è decretato il colore Pantone 2020. Una tonalità profonda, universale versatile, un blu senza tempo, elegante nella sua semplicità e rassicurante, il Classic blue è il colore della calma e della riflessione e nello stesso tempo del coraggio di esplorare nuovi orizzonti.

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Il trend della primavera 2019? Il Bauhaus

Correva l’anno 1919 e nella Repubblica di Weimar l’architetto Walter Gropius elaborò un rivoluzionario progetto pedagogico rivolto ai giovani: la scuola del Bauhaus che ha segnato in modo indelebile l’arte e l’approccio al design e all’architettura dal 900 fino ad oggi. 
Il Bauhaus, anteponendo la funzione alla forma, ha messo le basi dell’architettura moderna per minimalismo e linearità, ma anche per aver utilizzato nuovi metodi e materiali di costruzione. Ma Bauhaus non è solo architettura ma anche arredamento, design, artigianato, fotografia, grafica.

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Le nuove tendenze della ceramica

Quest’anno più che mai al Salone del Mobile di Milano è stata data una grande importanza alle ceramiche: vasi, piatti e soprammobili dei marchi di ceramica più famosi hanno riempito tavole, mensole e librerie degli stand in fiera a Milano. Ma perché in un’era caratterizzata dalla tecnologia torna alla ribalta un materiale dalla lavorazione così antica? La risposta sta in un processo che sta avendo luogo ormai da qualche anno. Il ritorno alla natura, dove l’uomo si pone al centro per entrare a farne parte e diventarne così un tutt’uno.

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Arredamento 2019 cosa tenere e cosa no!

Capodanno non vuol solo dire fare festa con gli amici, brindare allo scoccare della mezzanotte e guardare i fuochi d’artificio, Capodanno vuol dire rispettare tutta una serie di tradizioni e una fra le più interessanti è quella che vuole che a Capodanno si buttino via le cose vecchie.

Il senso è semplice: sta arrivando l’anno nuovo, quindi arriva il cambiamento, per cui con l’arrivo del nuovo è bene gettare via le cose vecchie, via il vecchio e spazio al nuovo.

Ma quali sono gli oggetti che si possono ritenere veramente vecchi e quali no?

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Colore PANTONE 2019

Pantone Inc. è un’azienda statunitense che si occupa di tecnologie per la grafica, della catalogazione dei colori e della produzione del sistema di identificazione di questi ultimi. È divenuto la norma internazionale per quanto riguarda la grafica ed è utilizzato anche per la gestione dei colori nell’industria e nella chimica. Il sistema Pantone è stato messo a punto negli anni 50 per poter classificare i colori e tradurli nel sistema di stampa a quadricromia CMYK (ciano, magenta, giallo e nero) semplicemente grazie a un codice.

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Ritorno al vintage

La parola vintage deriva dal francese antico vendenge ( a sua volta derivante dalla parola latina vindemia) e indica in senso generico i vini d’ annata di pregio. Non c’è una definizione precisa ma si può dire che si tratta della tendenza a riportare in vita oggetti del passato che abbiano una caratteristica riconoscibile del loro periodo di appartenenza.

Dagli abiti, agli accessori e soprattutto dal design d’ arredo, lo stile vintage si inserisce con eleganza riportando romanticismo, forza e colori, mettendo in risalto lo stile del ‘900, decennio per decennio dagli anni’20 agli anni ’80.

La realtà contemporanea, costellata di crisi, di risparmio e di recupero, ha sicuramente accentuato questa pratica di rianimare oggetti dimenticati. Infatti non potendo comprare, quale miglior soluzione se non vestirsi con gli abiti della nonna, arredare casa dando nuova vita e tinteggiatura al legno, cambiare una parete con colori e fantasie pop? Ecco allora che corde, mobiletti, nappe, cassette di legno diventano tesori speciali e il mercatino del baratto e dell’usato si trasforma nel nuovo centro commerciale della creatività! La data di inizio della produzione oggi considerata vintage, sono gli anni ’30, ma resta un’indicazione vaga, si possono trovare oggetti utilizzabili oggi anche nell’arredamento anni ’20. L’importante è essere bravi a dare nuovo splendore agli oggetti rivisitandoli e riuscire a farli sentire a proprio agio anche ai giorni nostri. Il senso poi di esclusività che si ha quando riusciamo ad accappararci e sistemarci in casa un pezzo unico non ha prezzo. Forse dopo tanti anni passati a creare e ad avere tutti gli oggetti prodotti in serie adesso necessitiamo di qualcosa di esclusivo, individuale che ci riporti alle nostre origini, che ci dia carattere e identità. Un pezzo vintage è unico proprio come lo siamo noi. Ricordate che un pezzo per essere definito vintage deve avere più di 20 anni ed essere appartenuto ad altre persone.

I puristi del genere affermano che sono vintage gli oggetti e i capi pre 1960, mentre quelli post 1960 sono da considerarsi retrò. Il vintage è innovazione in quanto per costruire un mondo migliore bisogna guardare alla nostra storia e la moda in quanto arte si adegua. Adesso diamo qualche chicca a chi ha intenzione di integrare nel proprio arredo magari moderno oggetti ed elementi un po’ datati.

Ad esempio una consolle, delle sedie, tavolini o una vecchia radio nel soggiorno impreziosiscono l’ arredamento senza appesantire e scontrarsi troppo con lo stile di casa. Il rischio infatti che corriamo è quello di riempire con troppi elementi vintage e appesantire l’ ambiente in modo eccessivo. Dobbiamo calibrare e creare armonia con qualche elemento sparso che richiami al passato ma che faccia si che l’ambiente risulti moderno e rivisitato. Ora vediamo a quale epoca apparteniamo e quali sono gli anni che preferiamo.

L’ arredamento anni ’50 americano è quello che associamo alla famosa serie Happy days o al musical Grease. Sgabelli in acciaio cromato, divanetti imbottiti in pelle dalle tonalità audaci, poltroncine dalle forme compatte e rigide, tutto era tirato a lucido, sapeva di nuovo tanto da apparire quasi finto.

Lo stile anni ’60 è caratterizzato da un cambiamento delle forme, dei colori e dei materiali che sotto l’influenza della pop art divengono innovativi, allegri ed estrosi. La fanno da padrone fantasie sgargianti e geometriche di rivestimenti e tessuti. Tinte fluo e colori intensi su mobili come ad esempio giallo, fucsia, arancio, verde, viola, blu elettrico e rosso e il bianco e il nero abbinati ad elementi ultracolorati. Superfici con linee e forme geometriche originali e ancora fresche. Plastica, grande protagonista plasmata per costruire molti prodotti con semplicità e a basso costo.

Gli arredi anni ’70 invece sono caratterizzati dall’utilizzo di tinte forti come verde brillante, turchese, giallo oro, e marrone: per questo bianco e nero cedono il posto a fiori e decorazioni soprattutto in bagno e in camera da letto. Complementi invece lucidi di vetro o di pelle come di metallo e legno (teak e pino). Disegni grandi e luminosi con motivi grafici in camera e nel soggiorno, piattaie colorate in cucina di solito arancio a contrasto con mobili e pensili scuri e lucidi e sedie con schienale alto, spesso rivestito in vinile brillante. Fu il periodo del colore nella progettazione di interni e da lì in poi il colore è rimasto sempre presente fino ai giorni nostri.

Insomma lo stile vintage continuerà ad essere presente nelle nostre abitazioni e con l’aiuto di designer e creativi a dare nuovi utilizzi ad oggetti scovati nei vari mercatini.