Reinventa la tavola di Natale

Il 16 novembre presso il bar pasticceria Vaniglia Time a Capannori abbiamo tenuto un piccolo workshop per insegnare a decorare alla perfezione la tavola natalizia. Ecco qualche idea da copiare.

Si chiama Reinventa la tavola di Natale ed è un progetto che abbiamo deciso di lanciare in collaborazione con l’Associazione culturale Tèlia, un test per capire quanto possano interessare determinati argomenti legati all’home decor e all’arredamento d’interni così da poter poi strutturare in futuro veri e propri corsi e laboratori. La risposta? È stata molto positiva! 🙂

L’obiettivo: dire addio ai vecchi stereotipi natalizi, reinventando finalmente le decorazioni in maniera attuale e originale.
Abbiamo ideato tre proposte originali di tavole per il Natale, fuori dalle regole e dalle consuetudini.

 Solo per chi osa: Il piatto nero sicuramente è adatto per chi osa soprattutto messo all’ interno di una Mis en Place natalizia accompagnato da posate color champagne che sono diventate un vero e proprio must all’ultima moda.

L’ abbinamento con l’oro è stato studiato per renderlo appunto adatto al Natale accostato al porpora del bicchiere lavorato e al tralcio di fiori sul solito tono che è l’elemento originale e fuori dai canoni natalizi insieme al piatto nero. Sul tema fiori natalizi ci si può aspettare  l’agrifoglio, la stella di natale, la sterlizia. Qui abbiamo volutamente abbandonato il classico per dare spazio a qualcosa di nuovo. Abbiamo però dato un richiamo al vintage con le lanterne dorate che riprendono un po’ le forme delle vecchie lanterne ad olio.

La tavola country: un grande classico del Natale, giocata sui toni del rosso caldo e profondo, il fondo legnoso che richiama al bosco e agli elementi naturali, il tovagliolo in lino fatto sempre di fibre naturali, il porta tovagliolo fatto con i tronchetti di legno tagliati e personalizzati tramite timbri, le posate rosse e bianche per alleggerire un po’ il piatto rosso richiamano quasi ai classici bastoncini di zucchero rossi e bianchi del natale americano.

I centri tavola con la base di sale che fanno pensare al glaciale inverno intervallate da piccole bacche rosse, l’immancabile felce che si trova nei boschi le more rosse selvatiche che gli danno quel qualcosa di caramelloso e il verde che assomiglia al muschio e ai fiori che si trovano nei sentieri.

Il cielo stellato: L’ultima mis en Place vi accoglie con questo fondale blu con lurex argento che fa pensare ad un cielo sereno e irto di stelle, il richiamo al classico è dato dal sottopiatto decorato con agrifoglio inciso nell argento e il piatto bianco di porcellana bordato sempre di argento, le posate satinate danno quel tocco spaziale che riprende il fondo del cielo stellato e l’ originale bicchiere con la pallina di vetro soffiato blu e rosa accompagnato da un calice baloon x degustazioni importanti.

In ultimo il centrotavola con fasci di glitter turchesi per spezzare un po’ il colore cannucce di carta argentate e palline natalizie argentate  per dare un tocco lucente a questa tavola già così luminosa.

Tutti i colori scelti sono di tendenza per questo Natale 2019, chiaramente poi sta a voi vedere quelli che sono i colori migliori da abbinare alle vostre case per creare apparecchiature natalizie ad hoc in perfetta combinazione con i colori dell ambiente circostante.

Quadri che Quadrano

Quando si parla di quadri, stampe, arazzi, fotografie, ma anche bassorilievi, adesivi murali se appesi alle pareti in maniera confusionaria possono fare apparire disordinato anche l’ambiente più curato. Per appendere quadri alle pareti di casa in modo corretto è necessario il rispetto di alcune semplici regole. Innanzitutto prima di appendere i quadri alle pareti, valutate con attenzione la coerenza formale che questi hanno con lo stile della stanza da arredare. Armonia fra quadro e arredamento è fondamentale per il giusto completamento dell’ambiente che volete realizzare. Quindi quadri o stampe con temi classici in ambienti classici, temi bucolici e botanici in ambienti rustici, astratti contemporanei in ambienti moderni. Questa è la regola generale!

Ogni elemento da appendere va accuratamente selezionato. Una prima suddivisione va operata separando i quadri decorativi dalle opere d’arte. Della prima categoria ci sono riproduzioni fotografiche e stampe di opere famose, poster ma anche dipinti decorativi di valore commerciale. Le opere d’arte possono includere oltre ai dipinti su tela, stampe fotografiche d’arte, serigrafie incisioni ecc.

Per le opere artistiche occorre valutare con maggiore attenzione la loro collocazione per cui vi invitiamo a non mescolare le opere d’arte con quelle di minore importanza la cui funzione è puramente decorativa. Nel caso di opere importanti tenete presente che queste influenzano l’ arredamento della stanza e non viceversa. Considerate questo tipo di opere come un’eccezione, qualcosa che vive di vita propria. Queste, se veramente importanti, domineranno lo spazio della stanza a prescindere dal suo arredamento. Un’altra suddivisione può essere fatta a seconda dei temi rappresentati, questo è utile per unire i quadri per similitudine: ritratti, paesaggi, temi astratti ecc. Naturalmente tutto quello che non è coerente con lo stile dell’arredamento della stanza va eliminato.

Altro punto da analizzare è l’altezza ideale per appendere quadri in casa che corrisponde a quella degli occhi di una persona di altezza media in piedi, cioè circa 160 cm da terra. Per questo la disposizione più usata per far sì che i quadri risultino ordinati e ben visibili, indipendentemente dalle loro dimensioni, è quella lungo la linea immaginaria posta 160 cm da terra che attraversa il centro dei quadri. Invece una linea immaginaria orizzontale, posta fra 100-120 cm da terra può essere utilizzata come linea di base per quadri molto grandi. Mentre si può tracciare una linea superiore per allineare in testa al quadro più grande quelli più piccoli. In realtà non esistono regole prestabilite per appendere quadri alle pareti, questi possono essere posti ad altezze diverse a seconda degli ambienti e degli spazi disponibili; in soggiorno per esempio per posizionare meglio i quadri dietro divano e poltrone la linea di centratura immaginaria può essere abbassata fino a 140 cm mentre all’ingresso o in un corridoio, i quadri vanno posizionati un po’ più in alto dei 160 cm. In ogni caso destinate ai quadri migliori il punto di osservazione migliore mentre potete disporre gli altri più in alto o più in basso di questi.

Altro punto importante sono le dimensioni che devono essere sempre proporzionate alla grandezza dell’ambiente dei mobili a cui sono accostati. Mai appendere quadri grandi in ambienti di ridotte dimensioni, come corridoio e scale perché è impossibile osservarli bene. Evitate anche di mettere un quadro grande sopra una credenza piccola o un piccolo quadro sopra la testiera del letto. Se avete un quadro molto grande , per poterlo apprezzare al meglio dovete destinare ad esso una parete tutta per lui. Se non possedete un quadro abbastanza grande da collocare, ad esempio sopra il divano, potete mettere insieme dei quadri più piccoli per formare un quadro più grande. I criteri di composizione che si possono adoperare possono avere andamento verticale, per dare più altezza alla stanza, orizzontale per allargare lo spazio percepito.

Raggruppare dei quadri in una composizione evita mix caotici soprattutto quando i quadri sono tanti e di misure diverse. Non importa quanti quadri volete inserire nella composizione. Utilizzare un’intera parete per realizzare una galleria di quadri è molto di tendenza, l’importante è mantenere sempre una certa armonia e soprattutto uguale distanza fra loro. Per ottenere maggiore armonia mettete i quadri più grandi sopra quelli più piccoli e quelli dalle tonalità più scure sopra quelli chiari.

Inoltre bisogna tener conto delle cromie dei quadri e delle cornici, se ne hanno, devono essere coerenti con i colori presenti all’interno della stanza. Ad esempio per il quadro sopra il divano evitate abbinamenti cromatici per similitudine tra quadri e colore del divano, meglio riferirsi agli accenti cromatici presenti nella stanza.

Se avete bisogno di consigli su come sistemare i quadri a casa vostra non esitate a contattarci, saremo liete di aiutarvi. 🙂

Ikea hack Bekväm

In un articolo precedente vi abbiamo introdotto il concetto di “Hack” nell’ambito dell’arredamento, in particolare per quello che riguarda i prodotti Ikea, portandovi come esempio uno dei nostri makeover.

Gli arredi Ikea infatti hanno delle linee semplici e pulite che ben si adattano alle trasformazioni e con la pittura e la fantasia si può dare vita ad arredi originali e funzionali per la propria casa.
Oggi vogliamo illustrarvi le potenzialità della scaletta/sgabello Bekväm e di come si può adattare nei diversi spazi sia per la propria abitazione che per un allestimento di home staging.
Ecco gli esempi che abbiamo selezionato dal web:

Con la pittura giusta diventa un ottimo sgabello da bagno.
Si procede mascherando una prima parte con il nastro carta dipingiamo la zona interessata, lasciamo asciugare prima di rimuovere il nastro. Successivamente rimascheriamo la stessa zona nel senso opposto e dipingiamo la parte rimanente con un altro colore.
Utilissimo per l’home staging, può trasformarsi in un comodino originale!
Non avete tempo di dipingerlo? Anche grezzo farà la sua figura!
E se mi serve un tavolino da salotto?
Se si ha poco tempo, invece, prediamo spunto dal color blocking, dal design scandinavo dove si lascia metà sgabello nella finitura originale, mentre l’altra metà viene dipinta di bianco (ma anche di altri colori). Un semplice nastro adesivo da mascheratura verrà in nostro aiuto per delimitare la zona da dipingere. Applicare la vernice e lasciare asciugare prima di rimuovere il nastro.

Infine a questo link una piccola selezione di come si può pitturare in modo originale! Pronti per diventare anche voi degli Hacker? 🙂

https://pin.it/4lkth32hq56udk

MAI FUORI MODA Origine e storia del Chesterfield

Chesterfield sono poltrone, divani e pouf inglesi realizzati in pelle, con lavorazione capitonnè, secondo un modello originario risalente a un periodo compreso fra la fine del 700 e l’inizio dell’800.

Il design è lievemente mutato con il passare dei decenni. Secondo l’Oxford English Dictionary, il sostantivo Chesterfield era già utilizzato in Inghilterra nell’800 per definire un divano in pelle. E, sempre a partire dall’ottocento, esso divenne sinonimo di divano, specie nel continente americano. Il nome deriva molto probabilmente dall’omonima città britannica cui si riferisce il titolo nobiliare di lord Phillip Stanhope, quarto conte di Chesterfield che avrebbe commissionato ad un artigiano londinese il primo divano o la prima poltrona di questo tipo, dotati di una morbida imbottitura del cuscino e di una seduta molto bassa. Il nome Chesterfield non si riferirebbe quindi a luogo di produzione originario del mobile, ma la denominazione del feudo del conte, che però risiedeva a Londra , città in cui la poltrona sarebbe stata ideata.

La pelle utilizzata era ed è quella bovina, di primissima scelta e lavorata con particolare cura e attenzione affinché sia molto liscia gradevole al tatto e molto resistente. La perfetta trazione della stessa è garantito dalla presenza di grossi bottoni. Divani, poltrone e pouf con lavorazione della pelle secondo la tecnica capitonnè, il termine equivalente in italiano sarebbe trapunta o trapuntata costituiscono un’icona delle èlite europee dell’800. Il modello originario a cui l’Europa si ispirò per realizzare i divani furono le sedute con tanti cuscini e materassi della tradizione araba. Il lord di Chesterfield potrebbe essersi fatto ispirare dai sedili delle carrozze, coperti o scoperti che fossero. Queste ultime montavano inizialmente assi con cuscini di stoffa imbottita per rendere più comoda la seduta. Ma l’umidità e la pioggia creavano seri problemi alle stoffe. Inoltre la pulizia di raso e seta era difficoltosa e negli ambienti chiusi tendeva a svilupparsi uno sgradevole odore di muffa, che non poteva essere coperto dei profumi. Così si pensó di utilizzare, nell’ambito della carrozzeria dell’epoca, il cuoio, ben più resistente e lavabile. Il conte inglese, secondo quanto è stato trasmesso oralmente, pensò che i sedili delle carrozzerie fossero ben resistenti e comodi e che durante gli spostamenti in carrozza tenessero la stiratura degli abiti. Bastava migliorare il disegno e rendere la seduta il più possibile accogliente per trasformarli in un pezzo di arredamento domestico, da collocare in un salotto riparato. Così il conte pensò a qualcosa di estremamente comodo per il suo palazzo, dove riposarsi, senza stropicciare i vestiti. Essere impeccabile era un segno distintivo per un Lord quindi il Chesterfield nacque come una poltrona o divano di servizio. Solo dopo acquisì il diritto di entrare anche nelle sale di rappresentanza.

I divani del Settecento erano piccoli e angusti, mentre una pausa a letto non avrebbe consentito di essere impeccabile, in ogni momento della giornata. Si racconta, così, che il nobile britannico descrisse perfettamente all’artigiano quello che avrebbe voluto. Una specie di guscio cubico e avvolgente con i braccioli per fare in modo di appoggiare le braccia perpendicolarmente al corpo, affinché mai le mani potessero informicolirsi. L’uso della pelle non era del tutto nuovo nelle sedute ma la struttura era molto diversa. Superfici lisce di pelli conciate erano usate per le poltrone nel XVII secolo nelle quali la parte legnosa che restava scoperta era notevole rispetto all’imbottitura.
Erano quindi simili a seggioloni e molto scomodi. Il legno nelle poltrone o nei divani chester, è quasi totalmente nascosto e svolge una funzione di struttura, celata alla vista, senza funzioni decorative.

Per quanto legato al prototipo, il Chesterfield ha subito alcune influenze stilistiche, registrando il gusto dominante dei decenni che ha attraversato, mostrandole soprattutto a livello della sagomatura dello schienale e delle gambe o piedini. La copertura completa avanza, con il gusto della seconda metà dell’800 che si alimenta di un’ eleganza basata sul rasi, sete e cuoio che coprono ogni parte dell’appartamento. Ciò che resta imprescindibile è la lavorazione capitonnè. La fortuna di questa icona fu legata alla qualità oggettiva del divano quanto al ruolo del conte, considerato un cacciatore di mode. Molto imitato al tempo favorì la diffusione del Chesterfield in tutti gli ambienti nobili. La copertura di un’ampia gamma di forme fu garantita dalla fabbrica Lawford che nel 1855 uscì con un proprio catalogo.

Il moltiplicarsi delle opzioni dimostra il fatto che già a metà dell’800 i divani Chesterfield avevano ampiamente conquistato il mercato e che i produttori spingevano sull’acceleratore sul grande successo di questi mobili, offrendo una gamma di varianti, per coprire le esigenze diverse. La standardizzazione crebbe, in linea con il miglioramento dei processi industriali e con l’apertura di empori di sempre maggiori dimensioni. Non è un divano né una poltrona qualsiasi, ma l’incarnazione dello Status symbol del mondo aristocratico britannico. Nel corso degli anni i divani Chester hanno occupato i palazzi dei reali, uffici commerciali, alberghi, ristoranti club di gentiluomini e lussuose abitazioni. Il Chesterfield è sinonimo di eleganza e di classe, all’interno di ogni stile architettonico e decorativo. Complemento sofisticato e di comfort è l’icona pop più antica del mondo. Ciò è dovuto alla diffusione della sua immagine, legata ad un modo di essere: elegante ed informale, al contempo.

E se dall’ 800 risulta essere ancora così famoso e gettonato deve essere grato al suo inventore che di certo possedeva una visione proiettata al futuro.

Il lampadario fatto da te!

Ma che soddisfazione c’è nel creare degli oggetti che vanno a completare l’arredamento di casa?
A noi ovviamente piace tantissimo e cerchiamo sempre di portare questo concetto del fai da te creativo nelle case dei nostri clienti.
In questo caso ad esempio abbiamo realizzato un lampadario su misura per un nostro cliente che voleva mettere in affitto il proprio immobile. Budget basso e Altissima resa. Volete sapere come realizzarlo pure voi? Continuate la lettura 🙂

Occorrente:

  • Spago
  • colla vinilica
  • colori acrilici
  • palloncino
  • portalampada

Per cominciare dovrete scegliere la tipologia di spago da utilizzare. Meglio scegliere uno spago piuttosto spesso. Srotolatelo, immergetelo in un recipiente pieno di colla vinilica, precedentemente diluita con acqua, in modo da farlo impregnare meglio. Per una lampada colorata potrete mescolare alla colla vinilica del colore acrilico.


Gonfiate un palloncino o una palla da spiaggia con valvola della dimensione corrispondente alla lampada desiderata, tracciate una linea circolare intorno alla valvola per delimitare l’area di lavoro: lo spago non dovrà superare quella linea, in modo tale da lasciare un foro dove monterete il portalampada. Se volete che il lampadario sia aperto in basso, (come abbiamo fatto noi) sarà utile tracciare un’ulteriore linea da non superare, sull’altra estremità del palloncino.
Sgocciolato lo spago, cominciate ad avvolgerlo intorno al palloncino a vostro piacimento, in maniera regolare a formare una rete o in modo casuale. Se la colla dovesse asciugarsi troppo durante il procedimento, applicatene altra sullo spago per assicurare che gli strati siano ben saldi tra loro.


A questo punto lasciate asciugare la lampada per almeno un paio d’ore. Verificate che la colla sia davvero asciutta e la rete ben fissata prima di proseguire. Ora potrete sgonfiare il palloncino, se munito di valvola, o bucarlo se legato ed estrarlo dal foro.
Non vi resta che fissare nel foro un portalampada, magari colorato, e il vostro lampadario sarà pronto per essere appeso! 🙂

RELAX PER GATTI

Oggi vi daremo qualche dritta su come rendere ancora più confortevole la già confortevolissima vita dei nostri felini. Se state per accogliere un gatto oppure ne avete già uno che gironzola per casa saprete sicuramente quanto sia importante per lui il relax e quanto gli piaccia cambiare spesso giaciglio su cui dormire.

My zoo studio ha creato appositamente per loro una serie di cucce per gatti di design. The Space Ship Series è composta da tre modelli, Alpha da terra, Beta e Gamma appese, tre soluzioni innovative ispirate al mondo spaziale che consentiranno al micio di sentirsi un piccolo astronauta riposando comodamente in navicelle trasparenti. Guardando il mondo da un oblò ma senza mai annoiarsi avendo la possibilità di scrutare ogni nostro movimento protetto da una calotta. Ogni cuccia è realizzata in legno con una finestra a bolla che consente al gatto e al proprietario di vedersi l’un l’altro.

La ditta Athletic Cat invece ha pensato a realizzare una mensola per gatti con ciotole inserite da sospendere in aria così che il nostro amico a quattro zampe non cada nella tentazione di impigrirsi troppo guadagnandosi la pagnotta facendo almeno un salto. Si sa che il gatto ama mangiare in tranquillità, e sarà molto felice di salire sul suo ripiano riservato a consumare il pasto.

E per far sì che goda della giusta privacy mentre fa i bisognini ci sono moltissimi modelli di lettiere chiuse dal design accattivante. In rete abbiamo trovato un simpatico mobiletto porta lettiera dal design funzionale e divertente. Un mobile del genere può essere utile anche se mettiamo la lettiera all’esterno, per tenerla riparata dalla pioggia dalle intemperie.

Per finire l’idea di Ikea permette al nostro peloso di mimetizzarsi all’interno dell’arredamento grazie ad una nicchia da mettere proprio all’ interno della libreria.

Ikea hack Mosslanda

Una possibilita’ per caratterizzare gli interni in modo sicuramente non solito è quello di utilizzare tinte monocromatiche. “Monocromatico” significa un colore e sicuramente si pensa subito al bianco, nero o grigio. Ma perchè non dipingere e arredare gli interni con un “colore” che puo’ essere giallo, rosa, blu ed abbinarci arredi a parete dello stesso colore? Il risultato sarà unico perché si avrà l’impressione di avere un’estensione della parete stessa. A questo punto vi chiederete come è possibile trovare l’arredo dello stesso identico colore della parete?
Beh con un po’ di manualità sarete voi a trasformarlo del solito colore.

In questo articolo vi mostreremo un piccolo esempio di interno monocromatico realizzato per un nostro cliente.

Prima
Dopo

Avevamo la necessità di inserire delle mensole a parete all’interno di questo piccolo ufficio, la parete in questione volevamo farla gialla e trovare delle mensole che non contrastassero troppo con le pareti e che rendessero l’ambiente moderno non era semplice, inoltre non volevamo che fossero le protagoniste all’interno della stanza, così abbiamo optato per dipingere le mensole come la parete. Il risultato è stato di grande effetto!

Occorrente:

mensole mosslanda a soli 9.95 euro l’una
carta vetrata (carteggiare le mensole prima della tinteggiatura)
colore ad acqua per le mensole dello stesso codice colore della parete (due mani di tinta per mensola)

HOME STAGING PASSO DOPO PASSO

In uno dei nostri articoli precedenti abbiamo parlato dell’home staging e di quali fossero tutti i vantaggi per i proprietari delle case, per le agenzie immobiliari e per i compratori. Oggi vogliamo illustrarvi il nostro lavoro passo dopo passo. Vi mostreremo quindi l’intero percorso di un allestimento di Home staging dalla realizzazione di un progetto alla sua messa in opera.

Una volta ricevuto l’incarico, cosa farà il vostro home stager di fiducia per vendere o affittare il vostro immobile nel minor tempo possibile?

PRIMA FASE (ORGANIZZATIVA)

SOPRALLUOGO: durante la prima visita l’home stager deciderà come intervenire sull’immobile e come renderlo appetibile al potenziale acquirente. Con un occhio oggettivo cercherà di coglierne le potenzialità e le caratteristiche negative (mancanza di luce, disordine…).

RELAZIONE DI PROGETTO: breve riassunto dello stato di fatto con qualche considerazione sullo sviluppo del progetto di home staging.

ANALISI DEI COSTI : comprende il compenso dell’home stager, i costi degli artigiani (pulizie, piccole riparazioni…) il costo di un eventuale trasloco. È molto importante far firmare tutti i preventivi al cliente per l’accettazione dato che sarà lui direttamente a pagare i vari professionisti o gli home stager stessi nel caso facciano loro i lavori.

FOTO REPORT: L’home stager fotografa l’appartamento e (qualora ci fosse) l’arredo presente, da ogni angolatura. Dopodiché annota caratteristiche e criticità (disordine, mancanza di luce, arredo superfluo…) analizzando i costi per risolverle e definendo le priorità di intervento. Es: Le pareti sono sporche quindi è necessario riverniciarle. Se l’appartamento è vuoto lo stage per fornire al cliente dei render con varie viste tridimensionali degli ambienti arredati.

Esecuzione lavori per un progetto di Office Staging a Lucca

SECONDA FASE (PRATICA )

COORDINAMENTO LAVORI: In questa fase l’home stager si occupa di coordinare i piccoli lavori di miglioria necessari, le riparazioni l’andamento delle pulizie degli spazi.

ARREDO: Nel caso di un appartamento già arredato il primo passo è quello di svuotarlo degli arredi fuori luogo ( qualora sia necessario), e pulire accuratamente gli ambienti. Solo allora l’home stager procede ad arredare la casa, spostare mobili in posizioni più funzionali, aggiungere piccoli complementi che possono rendere l’ambiente più moderno. Si occuperà anche di eliminare tutti gli oggetti troppo personali ad esempio foto, documenti, souvenir etc. per permettere al cliente di visualizzare meglio gli spazi creando l’atmosfera invitante e accogliente, privilegiando la luminosità delle stanze, anche attraverso l’utilizzo di colori tenui e neutri. Al termine di questa fase l’appartamento sarà pronto per essere venduto e fotografato.

CHECK LIST: una lista di cose che l’homestager dovrà verificare di aver compiuto e risolto, prima di concludere il lavoro, e di istruzioni da fornire al venditore e all’agente immobiliare, in particolare su come comportarsi quando il potenziale cliente andrà a vedere l’appartamento. Es: tenere tutte le luci accese durante le visite, prediligere l’organizzazione delle visite vdurante il giorno, nelle ore di luce.

PHOTO BOOK: l’home stager scatterà delle fotografie professionali e mirate dell’allestimento finito, in particolare creando, attraverso programmi di grafica professionale, delle panoramiche dei vari ambienti che aiutino i potenziali clienti a visualizzarli facilmente.

TERZA FASE (PRATICA )

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FINITO: L’home stager prepara una sorta di book fotografico del progetto con i dati e i contatti dell’home stager, l’inquadramento del quartiere e della zona in cui l’appartamento si trova, foto dell’allestimento finito, il tutto consegnato in formato PDF insieme alle singole fotografie in alta risoluzione per la pubblicazione sul web.

Vi abbiamo quindi mostrato il nostro lavoro passo dopo passo anche se ogni immobile ha la sua storia e necessita di interventi mirati ad ogni esigenza. Se ci fosse bisogno di informazioni o delucidazioni in merito ai nostri interventi che possono essere diversi e di diversi livelli non esitate a contattarci! 🙂

Il trend della primavera 2019? Il Bauhaus

Correva l’anno 1919 e nella Repubblica di Weimar l’architetto Walter Gropius elaborò un rivoluzionario progetto pedagogico rivolto ai giovani: la scuola del Bauhaus che ha segnato in modo indelebile l’arte e l’approccio al design e all’architettura dal 900 fino ad oggi. 
Il Bauhaus, anteponendo la funzione alla forma, ha messo le basi dell’architettura moderna per minimalismo e linearità, ma anche per aver utilizzato nuovi metodi e materiali di costruzione. Ma Bauhaus non è solo architettura ma anche arredamento, design, artigianato, fotografia, grafica.
Sono passati cento anni e per celebrare questa ricorrenza sono diversi i brand che hanno deciso di creare una nuova collezione o rivisitare degli oggetti pre-esistenti per rendere omaggio alla scuola di Gropius. Noi abbiamo raccolto in questo post quelle che, a nostro avviso, sono le iniziative più interessanti a riguardo.

Thonet ha deciso di celebrare questo importante anniversario proponendo un’edizione limitata della sedia S 533 di Mies van der Rohe disegnata nel 1927. Sono state ideate due nuove versioni della seduta: una con telaio cromato perlato e cuoio color antracite e l’altra con telaio cromato color champagne e cuoio rosé chiaro.

MuralsWallpaper ha creato una nuova collezione di carte da parati con forme tipiche del movimento (rettangoli, cerchi e linee creano un suggestivo gioco di prospettive) e colori decisi

https://www.muralswallpaper.com/it/wall-murals/geometric-wallpaper/

Coincasa ha ideato una serie dedicata al centenario del Bauhaus che si basa su forme geometriche pure e colori primari alternati a smalti e trasparenze, all’uso del metallo e del marmo e a lavorazioni artigianali.

Alessi ha deciso di ricordare il profondo valore storico, artistico, culturale della scuola fondata da Walter Gropius con alcuni dei progetti prodotti su licenza del Bauhaus Archiv di Berlino, in catalogo Officina Alessi già a partire dalla metà degli anni ’80.
Troviamo così il Posacenere “90010” di Marianne Brandt composto da due elementi in acciaio inossidabile o in ottone,  editato da Alessi nel 1985 su progetto del 1926.

Knoll  con MR Collection uno dei progetti rappresentativi di  Ludwig Mies van der Rohe che dal 1930 al 1933 è stato il direttore proprio della stessa Bauhaus. Oggi viene proposta con nuove varianti di tessuti e pelli per il rivestimento.

Infine anche noi di Arredami abbiamo deciso di omaggiare questo centenario con la creazione di alcuni prodotti d’arredo che riprendono le linee pure e geometriche della scuola tedesca, declinate in 3 varianti colore, perfette sia per chi ama il minimal che il vintage e perchè no anche in una casa dallo stile eclettico 😉

Per info e acquisti: Bauhaus Celebration Beige ; Bauhaus Celebration Pink ; Bauhaus Celebration Red