Ikea hack Bekväm

In un articolo precedente vi abbiamo introdotto il concetto di “Hack” nell’ambito dell’arredamento, in particolare per quello che riguarda i prodotti Ikea, portandovi come esempio uno dei nostri makeover.

Gli arredi Ikea infatti hanno delle linee semplici e pulite che ben si adattano alle trasformazioni e con la pittura e la fantasia si può dare vita ad arredi originali e funzionali per la propria casa.
Oggi vogliamo illustrarvi le potenzialità della scaletta/sgabello Bekväm e di come si può adattare nei diversi spazi sia per la propria abitazione che per un allestimento di home staging.
Ecco gli esempi che abbiamo selezionato dal web:

Con la pittura giusta diventa un ottimo sgabello da bagno.
Si procede mascherando una prima parte con il nastro carta dipingiamo la zona interessata, lasciamo asciugare prima di rimuovere il nastro. Successivamente rimascheriamo la stessa zona nel senso opposto e dipingiamo la parte rimanente con un altro colore.
Utilissimo per l’home staging, può trasformarsi in un comodino originale!
Non avete tempo di dipingerlo? Anche grezzo farà la sua figura!
E se mi serve un tavolino da salotto?
Se si ha poco tempo, invece, prediamo spunto dal color blocking, dal design scandinavo dove si lascia metà sgabello nella finitura originale, mentre l’altra metà viene dipinta di bianco (ma anche di altri colori). Un semplice nastro adesivo da mascheratura verrà in nostro aiuto per delimitare la zona da dipingere. Applicare la vernice e lasciare asciugare prima di rimuovere il nastro.

Infine a questo link una piccola selezione di come si può pitturare in modo originale! Pronti per diventare anche voi degli Hacker? 🙂

https://pin.it/4lkth32hq56udk

MAI FUORI MODA Origine e storia del Chesterfield

Chesterfield sono poltrone, divani e pouf inglesi realizzati in pelle, con lavorazione capitonnè, secondo un modello originario risalente a un periodo compreso fra la fine del 700 e l’inizio dell’800.

Il design è lievemente mutato con il passare dei decenni. Secondo l’Oxford English Dictionary, il sostantivo Chesterfield era già utilizzato in Inghilterra nell’800 per definire un divano in pelle. E, sempre a partire dall’ottocento, esso divenne sinonimo di divano, specie nel continente americano. Il nome deriva molto probabilmente dall’omonima città britannica cui si riferisce il titolo nobiliare di lord Phillip Stanhope, quarto conte di Chesterfield che avrebbe commissionato ad un artigiano londinese il primo divano o la prima poltrona di questo tipo, dotati di una morbida imbottitura del cuscino e di una seduta molto bassa. Il nome Chesterfield non si riferirebbe quindi a luogo di produzione originario del mobile, ma la denominazione del feudo del conte, che però risiedeva a Londra , città in cui la poltrona sarebbe stata ideata.

La pelle utilizzata era ed è quella bovina, di primissima scelta e lavorata con particolare cura e attenzione affinché sia molto liscia gradevole al tatto e molto resistente. La perfetta trazione della stessa è garantito dalla presenza di grossi bottoni. Divani, poltrone e pouf con lavorazione della pelle secondo la tecnica capitonnè, il termine equivalente in italiano sarebbe trapunta o trapuntata costituiscono un’icona delle èlite europee dell’800. Il modello originario a cui l’Europa si ispirò per realizzare i divani furono le sedute con tanti cuscini e materassi della tradizione araba. Il lord di Chesterfield potrebbe essersi fatto ispirare dai sedili delle carrozze, coperti o scoperti che fossero. Queste ultime montavano inizialmente assi con cuscini di stoffa imbottita per rendere più comoda la seduta. Ma l’umidità e la pioggia creavano seri problemi alle stoffe. Inoltre la pulizia di raso e seta era difficoltosa e negli ambienti chiusi tendeva a svilupparsi uno sgradevole odore di muffa, che non poteva essere coperto dei profumi. Così si pensó di utilizzare, nell’ambito della carrozzeria dell’epoca, il cuoio, ben più resistente e lavabile. Il conte inglese, secondo quanto è stato trasmesso oralmente, pensò che i sedili delle carrozzerie fossero ben resistenti e comodi e che durante gli spostamenti in carrozza tenessero la stiratura degli abiti. Bastava migliorare il disegno e rendere la seduta il più possibile accogliente per trasformarli in un pezzo di arredamento domestico, da collocare in un salotto riparato. Così il conte pensò a qualcosa di estremamente comodo per il suo palazzo, dove riposarsi, senza stropicciare i vestiti. Essere impeccabile era un segno distintivo per un Lord quindi il Chesterfield nacque come una poltrona o divano di servizio. Solo dopo acquisì il diritto di entrare anche nelle sale di rappresentanza.

I divani del Settecento erano piccoli e angusti, mentre una pausa a letto non avrebbe consentito di essere impeccabile, in ogni momento della giornata. Si racconta, così, che il nobile britannico descrisse perfettamente all’artigiano quello che avrebbe voluto. Una specie di guscio cubico e avvolgente con i braccioli per fare in modo di appoggiare le braccia perpendicolarmente al corpo, affinché mai le mani potessero informicolirsi. L’uso della pelle non era del tutto nuovo nelle sedute ma la struttura era molto diversa. Superfici lisce di pelli conciate erano usate per le poltrone nel XVII secolo nelle quali la parte legnosa che restava scoperta era notevole rispetto all’imbottitura.
Erano quindi simili a seggioloni e molto scomodi. Il legno nelle poltrone o nei divani chester, è quasi totalmente nascosto e svolge una funzione di struttura, celata alla vista, senza funzioni decorative.

Per quanto legato al prototipo, il Chesterfield ha subito alcune influenze stilistiche, registrando il gusto dominante dei decenni che ha attraversato, mostrandole soprattutto a livello della sagomatura dello schienale e delle gambe o piedini. La copertura completa avanza, con il gusto della seconda metà dell’800 che si alimenta di un’ eleganza basata sul rasi, sete e cuoio che coprono ogni parte dell’appartamento. Ciò che resta imprescindibile è la lavorazione capitonnè. La fortuna di questa icona fu legata alla qualità oggettiva del divano quanto al ruolo del conte, considerato un cacciatore di mode. Molto imitato al tempo favorì la diffusione del Chesterfield in tutti gli ambienti nobili. La copertura di un’ampia gamma di forme fu garantita dalla fabbrica Lawford che nel 1855 uscì con un proprio catalogo.

Il moltiplicarsi delle opzioni dimostra il fatto che già a metà dell’800 i divani Chesterfield avevano ampiamente conquistato il mercato e che i produttori spingevano sull’acceleratore sul grande successo di questi mobili, offrendo una gamma di varianti, per coprire le esigenze diverse. La standardizzazione crebbe, in linea con il miglioramento dei processi industriali e con l’apertura di empori di sempre maggiori dimensioni. Non è un divano né una poltrona qualsiasi, ma l’incarnazione dello Status symbol del mondo aristocratico britannico. Nel corso degli anni i divani Chester hanno occupato i palazzi dei reali, uffici commerciali, alberghi, ristoranti club di gentiluomini e lussuose abitazioni. Il Chesterfield è sinonimo di eleganza e di classe, all’interno di ogni stile architettonico e decorativo. Complemento sofisticato e di comfort è l’icona pop più antica del mondo. Ciò è dovuto alla diffusione della sua immagine, legata ad un modo di essere: elegante ed informale, al contempo.

E se dall’ 800 risulta essere ancora così famoso e gettonato deve essere grato al suo inventore che di certo possedeva una visione proiettata al futuro.

Il lampadario fatto da te!

Ma che soddisfazione c’è nel creare degli oggetti che vanno a completare l’arredamento di casa?
A noi ovviamente piace tantissimo e cerchiamo sempre di portare questo concetto del fai da te creativo nelle case dei nostri clienti.
In questo caso ad esempio abbiamo realizzato un lampadario su misura per un nostro cliente che voleva mettere in affitto il proprio immobile. Budget basso e Altissima resa. Volete sapere come realizzarlo pure voi? Continuate la lettura 🙂

Occorrente:

  • Spago
  • colla vinilica
  • colori acrilici
  • palloncino
  • portalampada

Per cominciare dovrete scegliere la tipologia di spago da utilizzare. Meglio scegliere uno spago piuttosto spesso. Srotolatelo, immergetelo in un recipiente pieno di colla vinilica, precedentemente diluita con acqua, in modo da farlo impregnare meglio. Per una lampada colorata potrete mescolare alla colla vinilica del colore acrilico.


Gonfiate un palloncino o una palla da spiaggia con valvola della dimensione corrispondente alla lampada desiderata, tracciate una linea circolare intorno alla valvola per delimitare l’area di lavoro: lo spago non dovrà superare quella linea, in modo tale da lasciare un foro dove monterete il portalampada. Se volete che il lampadario sia aperto in basso, (come abbiamo fatto noi) sarà utile tracciare un’ulteriore linea da non superare, sull’altra estremità del palloncino.
Sgocciolato lo spago, cominciate ad avvolgerlo intorno al palloncino a vostro piacimento, in maniera regolare a formare una rete o in modo casuale. Se la colla dovesse asciugarsi troppo durante il procedimento, applicatene altra sullo spago per assicurare che gli strati siano ben saldi tra loro.


A questo punto lasciate asciugare la lampada per almeno un paio d’ore. Verificate che la colla sia davvero asciutta e la rete ben fissata prima di proseguire. Ora potrete sgonfiare il palloncino, se munito di valvola, o bucarlo se legato ed estrarlo dal foro.
Non vi resta che fissare nel foro un portalampada, magari colorato, e il vostro lampadario sarà pronto per essere appeso! 🙂

RELAX PER GATTI

Oggi vi daremo qualche dritta su come rendere ancora più confortevole la già confortevolissima vita dei nostri felini. Se state per accogliere un gatto oppure ne avete già uno che gironzola per casa saprete sicuramente quanto sia importante per lui il relax e quanto gli piaccia cambiare spesso giaciglio su cui dormire.

My zoo studio ha creato appositamente per loro una serie di cucce per gatti di design. The Space Ship Series è composta da tre modelli, Alpha da terra, Beta e Gamma appese, tre soluzioni innovative ispirate al mondo spaziale che consentiranno al micio di sentirsi un piccolo astronauta riposando comodamente in navicelle trasparenti. Guardando il mondo da un oblò ma senza mai annoiarsi avendo la possibilità di scrutare ogni nostro movimento protetto da una calotta. Ogni cuccia è realizzata in legno con una finestra a bolla che consente al gatto e al proprietario di vedersi l’un l’altro.

La ditta Athletic Cat invece ha pensato a realizzare una mensola per gatti con ciotole inserite da sospendere in aria così che il nostro amico a quattro zampe non cada nella tentazione di impigrirsi troppo guadagnandosi la pagnotta facendo almeno un salto. Si sa che il gatto ama mangiare in tranquillità, e sarà molto felice di salire sul suo ripiano riservato a consumare il pasto.

E per far sì che goda della giusta privacy mentre fa i bisognini ci sono moltissimi modelli di lettiere chiuse dal design accattivante. In rete abbiamo trovato un simpatico mobiletto porta lettiera dal design funzionale e divertente. Un mobile del genere può essere utile anche se mettiamo la lettiera all’esterno, per tenerla riparata dalla pioggia dalle intemperie.

Per finire l’idea di Ikea permette al nostro peloso di mimetizzarsi all’interno dell’arredamento grazie ad una nicchia da mettere proprio all’ interno della libreria.

Ikea hack Mosslanda

Una possibilita’ per caratterizzare gli interni in modo sicuramente non solito è quello di utilizzare tinte monocromatiche. “Monocromatico” significa un colore e sicuramente si pensa subito al bianco, nero o grigio. Ma perchè non dipingere e arredare gli interni con un “colore” che puo’ essere giallo, rosa, blu ed abbinarci arredi a parete dello stesso colore? Il risultato sarà unico perché si avrà l’impressione di avere un’estensione della parete stessa. A questo punto vi chiederete come è possibile trovare l’arredo dello stesso identico colore della parete?
Beh con un po’ di manualità sarete voi a trasformarlo del solito colore.

In questo articolo vi mostreremo un piccolo esempio di interno monocromatico realizzato per un nostro cliente.

Prima
Dopo

Avevamo la necessità di inserire delle mensole a parete all’interno di questo piccolo ufficio, la parete in questione volevamo farla gialla e trovare delle mensole che non contrastassero troppo con le pareti e che rendessero l’ambiente moderno non era semplice, inoltre non volevamo che fossero le protagoniste all’interno della stanza, così abbiamo optato per dipingere le mensole come la parete. Il risultato è stato di grande effetto!

Occorrente:

mensole mosslanda a soli 9.95 euro l’una
carta vetrata (carteggiare le mensole prima della tinteggiatura)
colore ad acqua per le mensole dello stesso codice colore della parete (due mani di tinta per mensola)

HOME STAGING PASSO DOPO PASSO

In uno dei nostri articoli precedenti abbiamo parlato dell’home staging e di quali fossero tutti i vantaggi per i proprietari delle case, per le agenzie immobiliari e per i compratori. Oggi vogliamo illustrarvi il nostro lavoro passo dopo passo. Vi mostreremo quindi l’intero percorso di un allestimento di Home staging dalla realizzazione di un progetto alla sua messa in opera.

Una volta ricevuto l’incarico, cosa farà il vostro home stager di fiducia per vendere o affittare il vostro immobile nel minor tempo possibile?

PRIMA FASE (ORGANIZZATIVA)

SOPRALLUOGO: durante la prima visita l’home stager deciderà come intervenire sull’immobile e come renderlo appetibile al potenziale acquirente. Con un occhio oggettivo cercherà di coglierne le potenzialità e le caratteristiche negative (mancanza di luce, disordine…).

RELAZIONE DI PROGETTO: breve riassunto dello stato di fatto con qualche considerazione sullo sviluppo del progetto di home staging.

ANALISI DEI COSTI : comprende il compenso dell’home stager, i costi degli artigiani (pulizie, piccole riparazioni…) il costo di un eventuale trasloco. È molto importante far firmare tutti i preventivi al cliente per l’accettazione dato che sarà lui direttamente a pagare i vari professionisti o gli home stager stessi nel caso facciano loro i lavori.

FOTO REPORT: L’home stager fotografa l’appartamento e (qualora ci fosse) l’arredo presente, da ogni angolatura. Dopodiché annota caratteristiche e criticità (disordine, mancanza di luce, arredo superfluo…) analizzando i costi per risolverle e definendo le priorità di intervento. Es: Le pareti sono sporche quindi è necessario riverniciarle. Se l’appartamento è vuoto lo stage per fornire al cliente dei render con varie viste tridimensionali degli ambienti arredati.

Esecuzione lavori per un progetto di Office Staging a Lucca

SECONDA FASE (PRATICA )

COORDINAMENTO LAVORI: In questa fase l’home stager si occupa di coordinare i piccoli lavori di miglioria necessari, le riparazioni l’andamento delle pulizie degli spazi.

ARREDO: Nel caso di un appartamento già arredato il primo passo è quello di svuotarlo degli arredi fuori luogo ( qualora sia necessario), e pulire accuratamente gli ambienti. Solo allora l’home stager procede ad arredare la casa, spostare mobili in posizioni più funzionali, aggiungere piccoli complementi che possono rendere l’ambiente più moderno. Si occuperà anche di eliminare tutti gli oggetti troppo personali ad esempio foto, documenti, souvenir etc. per permettere al cliente di visualizzare meglio gli spazi creando l’atmosfera invitante e accogliente, privilegiando la luminosità delle stanze, anche attraverso l’utilizzo di colori tenui e neutri. Al termine di questa fase l’appartamento sarà pronto per essere venduto e fotografato.

CHECK LIST: una lista di cose che l’homestager dovrà verificare di aver compiuto e risolto, prima di concludere il lavoro, e di istruzioni da fornire al venditore e all’agente immobiliare, in particolare su come comportarsi quando il potenziale cliente andrà a vedere l’appartamento. Es: tenere tutte le luci accese durante le visite, prediligere l’organizzazione delle visite vdurante il giorno, nelle ore di luce.

PHOTO BOOK: l’home stager scatterà delle fotografie professionali e mirate dell’allestimento finito, in particolare creando, attraverso programmi di grafica professionale, delle panoramiche dei vari ambienti che aiutino i potenziali clienti a visualizzarli facilmente.

TERZA FASE (PRATICA )

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FINITO: L’home stager prepara una sorta di book fotografico del progetto con i dati e i contatti dell’home stager, l’inquadramento del quartiere e della zona in cui l’appartamento si trova, foto dell’allestimento finito, il tutto consegnato in formato PDF insieme alle singole fotografie in alta risoluzione per la pubblicazione sul web.

Vi abbiamo quindi mostrato il nostro lavoro passo dopo passo anche se ogni immobile ha la sua storia e necessita di interventi mirati ad ogni esigenza. Se ci fosse bisogno di informazioni o delucidazioni in merito ai nostri interventi che possono essere diversi e di diversi livelli non esitate a contattarci! 🙂

Il trend della primavera 2019? Il Bauhaus

Correva l’anno 1919 e nella Repubblica di Weimar l’architetto Walter Gropius elaborò un rivoluzionario progetto pedagogico rivolto ai giovani: la scuola del Bauhaus che ha segnato in modo indelebile l’arte e l’approccio al design e all’architettura dal 900 fino ad oggi. 
Il Bauhaus, anteponendo la funzione alla forma, ha messo le basi dell’architettura moderna per minimalismo e linearità, ma anche per aver utilizzato nuovi metodi e materiali di costruzione. Ma Bauhaus non è solo architettura ma anche arredamento, design, artigianato, fotografia, grafica.
Sono passati cento anni e per celebrare questa ricorrenza sono diversi i brand che hanno deciso di creare una nuova collezione o rivisitare degli oggetti pre-esistenti per rendere omaggio alla scuola di Gropius. Noi abbiamo raccolto in questo post quelle che, a nostro avviso, sono le iniziative più interessanti a riguardo.

Thonet ha deciso di celebrare questo importante anniversario proponendo un’edizione limitata della sedia S 533 di Mies van der Rohe disegnata nel 1927. Sono state ideate due nuove versioni della seduta: una con telaio cromato perlato e cuoio color antracite e l’altra con telaio cromato color champagne e cuoio rosé chiaro.

MuralsWallpaper ha creato una nuova collezione di carte da parati con forme tipiche del movimento (rettangoli, cerchi e linee creano un suggestivo gioco di prospettive) e colori decisi

https://www.muralswallpaper.com/it/wall-murals/geometric-wallpaper/

Coincasa ha ideato una serie dedicata al centenario del Bauhaus che si basa su forme geometriche pure e colori primari alternati a smalti e trasparenze, all’uso del metallo e del marmo e a lavorazioni artigianali.

Alessi ha deciso di ricordare il profondo valore storico, artistico, culturale della scuola fondata da Walter Gropius con alcuni dei progetti prodotti su licenza del Bauhaus Archiv di Berlino, in catalogo Officina Alessi già a partire dalla metà degli anni ’80.
Troviamo così il Posacenere “90010” di Marianne Brandt composto da due elementi in acciaio inossidabile o in ottone,  editato da Alessi nel 1985 su progetto del 1926.

Knoll  con MR Collection uno dei progetti rappresentativi di  Ludwig Mies van der Rohe che dal 1930 al 1933 è stato il direttore proprio della stessa Bauhaus. Oggi viene proposta con nuove varianti di tessuti e pelli per il rivestimento.

Infine anche noi di Arredami abbiamo deciso di omaggiare questo centenario con la creazione di alcuni prodotti d’arredo che riprendono le linee pure e geometriche della scuola tedesca, declinate in 3 varianti colore, perfette sia per chi ama il minimal che il vintage e perchè no anche in una casa dallo stile eclettico 😉

Per info e acquisti: Bauhaus Celebration Beige ; Bauhaus Celebration Pink ; Bauhaus Celebration Red

Home staging: istruzioni e modo d’uso

Dopo un’attenta riflessione, a seguito delle domande che ci vengono poste riguardanti il tipo di lavoro che svolgiamo, abbiamo deciso di chiarire ogni dubbio scrivendo un articolo su quello che è l’home staging e quali sono i vantaggi per chi ne usufruisce.

L’home staging è una tecnica di marketing che consiste nella valorizzazione degli spazi delle proprietà immobiliari, migliorandone l’immagine in modo da favorirne la vendita o l’affitto nel tempo più breve e al giusto prezzo. In pratica si tratta di “mettere in scena” l’abitazione cercando di presentarla al meglio, attraverso meticolosi interventi migliorativi. Questi se uniti a tecniche comunicative efficaci, possono essere determinanti per la vendita.

Recenti studi hanno dimostrato che un acquirente decide se acquisterà o meno la casa nei primi 90 secondi della sua prima visita. Poi si sa bene che qualsiasi acquirente acquista solo ciò che vede e non ciò che immagina. Quindi la prima impressione che la vista dell’immobile suscita è fondamentale. Altro aspetto critico nella vendita o l’affitto di una casa, un appartamento o una villa è il dover indurre, già alla prima visita, nell’immaginazione di chi acquista l’idea di “casa”, di come potrebbe arredare o come potrebbe sfruttare al meglio gli spazi a disposizione. Spesso la collocazione di un armadio piuttosto che di una poltrona o di un divano o l’uso sapiente dei tessuti e dei colori d’ arredo possono veramente fare la differenza. E non tutti i potenziali acquirenti dispongono di una mente capace di vedere al di là della rappresentazione del reale. Ecco arrivare in aiuto l’home staging che fonde in un mix vincente il marketing immobiliare, l’interior design, la conoscenza dei tessuti d’arredo, dei materiali, la potenza esperienziale dei colori e la fotografia professionale. Lo scopo finale è quello di valorizzare al massimo un appartamento, una villetta, un palazzo storico, una stanza adibita alla micro ricettività, un ufficio,un attività commerciale o qualsiasi altro ambiente, mettendo in risalto tutte le sue potenzialità nascoste, facendo così subito vedere alla mente tutto ciò che non è in grado di immaginare.

Home staging e riprogettazione degli spazi a cura di Arredami

Alla luce dei dati recentemente forniti da Banca d’Italia sull’andamento del mercato immobiliare italiano nel 2018, dai quali emerge una permanenza media di un immobile sul mercato di 225 giorni e uno sconto di vendita rispetto all’iniziale richiesta del venditore di circa il 10,6%, l’ Associazione Nazionale Home staging Lovers è orgogliosa di fornire i propri dati ufficiali, dai quali emerge in pieno la positività del proprio operato. Secondo le statistiche del 2018 sono appena 54 i giorni medi di permanenza di un immobile sul mercato post home staging ( dai 7,4 mesi del dato italiano si passa a circa soli 2 mesi di permanenza quando un immobile viene opportunamente allestito e promosso seguendo i principi della valorizzazione immobiliare).

Office staging a cura di Arredami

Altro dato su cui riflettere riguarda lo sconto medio di vendita, che dal 10,6% della media nazionale scende al 4% nelle case che hanno beneficiato di un intervento di Home staging. Sicuramente ottimo il dato complessivo del venduto post home staging con un bel 94% che dimostra ancora una volta l’efficienza di questo servizio. A dar linfa al settore è stata, paradossalmente, la crisi degli ultimi anni: l’home staging permette di
far emergere una proposta immobiliare in un’offerta che ha superato di molto la domanda, spingendo i prezzi verso il basso. Così i tempi di vendita sono aumentati e con loro anche gli sconti in fase di trattativa, proprio le cose che l’ home staging tende a contrastare. Se una casa ha difetti evidenti non si possono fare miracoli ma un intervento migliorativo può essere determinante per la vendita.

Home staging a cura di Arredami

Spesso però i clienti si rivolgono al Home staging dopo che l’immobile rimane invenduto, per non essere costretti ad abbassare troppo il prezzo. L’ideale sarebbe lavorare sulla casa prima che essa tocchi il mercato. Il principale ostacolo alla diffusione dell’ home staging in Italia è che il venditore è chiamato ad affrontare un esborso iniziale quando è una situazione in cui aspetta solo di incassare il prezzo della casa. In Italia essendo l’Home staging una professione nuova la resistenza culturale deve essere ancora superata, ma il tempo darà buone risposte. Esclusi i casi di chi non può permetterselo, sta al professionista, in prima linea (l’agente immobiliare) convincere il cliente che sono soldi ben spesi.

Vendere più in fretta dà un doppio vantaggio in termini economici: da un lato si risparmiano tasse, bollette e spese di condominio, dall’altro dopo un po’ di tempo che l’immobile resta invenduto si sarà costretti ad abbassare il prezzo. Così il solo accorciarsi delle tempistiche di vendita permette di ripagare l’investimento, che in genere è comunque contenuto.

Se ci fosse bisogno di informazioni o delucidazioni in merito ai nostri interventi che possono essere diversi e di diversi livelli non esitate a contattarci. Vi spiegheremo tutto nel dettaglio e ricordate, come diceva Oscar Wilde, non c’è mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione.

Le nuove tendenze della ceramica

Quest’anno più che mai al Salone del Mobile di Milano è stata data una grande importanza alle ceramiche: vasi, piatti e soprammobili dei marchi di ceramica più famosi hanno riempito tavole, mensole e librerie degli stand in fiera a Milano. Ma perché in un’era caratterizzata dalla tecnologia torna alla ribalta un materiale dalla lavorazione così antica? La risposta sta in un processo che sta avendo luogo ormai da qualche anno. Il ritorno alla natura, dove l’uomo si pone al centro per entrare a farne parte e diventarne così un tutt’uno.

Ecco così che si torna all’utilizzo del legno, del cuoio, di forme sinuose, le piante e il verde prendono possesso delle nostre case e degli ambienti di lavoro, le costellazioni e i pianeti si affacciano nei nostri salotti e nelle camere da letto sotto forma di lampade e tessili e la ceramica con la sua nobile lavorazione si rinnova proponendo oggetti unici, opere d’arte da portare in tavola ed esporre sui nostri mobili.

Ma quali sono i marchi che non possono mancare in una casa di design? Eccone alcuni:

Bosa: attiva dal 1976 produce ceramica seguendo le antiche tecniche di lavorazione per oggetti realizzati interamente a mano, valorizzati da una ricca palette cromatica, decorati con metalli preziosi -oro, platino, rame- e smalti dalle tonalità esclusive creati dall’azienda. Tecniche precise che sono ancora oggi alla base della produzione di Bosa e che conferiscono agli oggetti unicità, qualità e riconoscibilità. Gli oggetti e i complementi d’arredo in ceramica creati nella maison Bosa, oltre ad esprimere tutta la conoscenza del mestiere artigiano, trasmettono quell’incessante sperimentazione delle possibilità della ceramica che ha tra gli obiettivi la trasformazione di consuetudini formali e funzionali in nuove interpretazioni, nuove funzioni e mondi fantastici.

Bitossi: marchio giovanissimo creato nel 2007 che oggi reinventa la tavola creando la “tavola scomposta”, un progetto di servizio di piatti da mixare, senza regole, dove “vale tutto”.

Seletti: azienda di Mantova, nata nel 1964 unisce il design alla pop art. Le collezioni, che contengono l’arte, si fondono con le icone della vita quotidiana e inviano un messaggio di forma e funzionalità, trasmettendo una visione per uno stile di vita unico, personale e divertente.

I prezzi proposti da queste aziende sono accessibili a tutti posizionandosi su una fascia medio/alta. In questi casi appunto bisogna ricordarsi che non andiamo a comprare un vaso come puro e semplice contenitore, ma ci impossessiamo di un concetto. La scelta nell’acquisto delle ceramiche quindi può essere puramente estetica o più profonda. A voi la decisione.

PIASTRELLE STICKERS

Pensate che dopo tanti anni le vostre piastrelle abbiano bisogno di essere rinfrescate? Proprio per questo motivo il mondo dell’interior design ha proposto un modo semplice per dare nuova vita a piastrelle ormai non più nuove.

Gli adesivi per piastrelle sono una soluzione veloce, economica e fai da te per rinnovare le pareti di casa. In particolare la posa molto semplice costituisce un grande vantaggio, in quanto non è necessario l’intervento di posatori professionisti. Basta applicare gli adesivi alla superficie scelta, risparmiando molto rispetto alla posa di piastrelle tradizionali. Un altro aspetto positivo di questa soluzione è l’adattabilità a qualsiasi tipo di ambiente, anche umido, come il bagno e la cucina. Infatti gli stickers garantiscono un’ottima resistenza all’umidità, nonché la capacità di assorbire i rumori: se applicati sul pavimento, attutiscono il rumore dei passi o le eventuali cadute di oggetti.

Grazie agli adesivi puoi ridare colore e vivacità a vecchie piastrelle oppure puoi decorare un muro spoglio in maniera originale. Potrai coprire anche parti del muro rovinate oppure dare un nuovo aspetto ai gradini di una vecchia scala. Sono così tante le opzioni a disposizione che puoi sbizzarrirti come più ti aggrada. L’adesivo, infatti, non passa mai di moda e in commercio puoi trovare sempre nuovi modelli resistenti, di qualità e facili da pulire.

Ma come abbinare le piastrelle adesive al contesto della nostra casa? Di seguito 5 idee per rendere originali e moderne le tue pareti o, ad esempio il pavimento del tuo bagno.

  • Se lo stile della tua casa segue lo stile minimal nordico, che è lo stile tipico dei paesi del nord Europa e che ha completamente conquistato il mondo dell’interior design con la purezza e la semplicità delle linee, così come con l’utilizzo delle tonalità chiare e del bianco in tutte le sue sfumature, potrai acquistare adesivi per piastrelle con decorazioni geometriche molto semplici e sbizzarrirti allo stesso tempo con vari giochi compositivi. Una volta stanchi della combinazione provata potrai variare schema, invertendo l’ordine delle tessere: i modelli più recenti di stickers per piastrelle sono facilmente rimovibili e pronti per essere nuovamente incollati. Se hai intenzione di arredare il tuo bagno, questo stile dà il meglio di sé: le tonalità di colore che spaziano dall’azzurro cielo il bianco e il verde acqua si abbineranno alla perfezione in questo ambiente.
  • Se devi abbinare le viniliche allo stile pop che è uno stile molto in voga caratterizzato da cromie sgargianti, da vero effetto “wow” ti consigliamo di non esagerare, seppure gli adesivi per piastrelle risultano particolarmente accesi, abbinati magari ad altrettanti arredi dalle tonalità vivaci, è sempre opportuno mantenere una certa coerenza, dalle linee minimali ed equilibrate. Puoi, ad esempio utilizzare gli adesivi per piastrelle che richiamino l’arte dei graffiti oppure stickers dai colori carioca così da poter personalizzare il pavimento e le pareti a tuo piacimento.
  • Se ami lo stile che si ispira ai loft newyorkesi, in pieno stile Gossip Girl ma non vuoi spendere un patrimonio in piastrelle nuove puoi prediligere l’acquisto di adesivi per piastrelle che abbiano aspetti del vintage con caratteristiche contemporanee. Ad esempio, per quanto riguarda i colori, se vuoi una cucina dallo stile industriale, dovrai prediligere nuance che richiamano le tonalità delle fabbriche retrò. Ad esempio tonalità cupe e scure, come il nero e il grigio. Se ami l’aspetto delle maioliche in ceramica, in commercio esistono moltissimi adesivi per piastrelle di questo tipo. Anche le pellicole adesive effetto mosaico fanno il loro effetto infatti queste piccole tessere, (non adatte per il pavimento) sono perfette in cucina come para schizzi e comunque per focalizzare l’attenzione di chi entra in stanza.
  • Che ne dite se no di stupire i vostri ospiti con degli adesivi per pavimento in 3D dall’alto impatto estetico che suscitano sorpresa? In commercio esistono moltissimi temi, con le migliori immagini e scenografia realistiche. Puoi ad esempio far avere la sensazione ai tuoi ospiti di camminare su una barriera corallina, oppure su una spiaggia tropicale. Tra gli adesivi 3D per pavimenti uno degli effetti più richiesti è sicuramente quello oceanico: l’effetto è sorprendente grazie in particolare al materiale di qualità con cui sono realizzati.
  • Infine se ami lo stile rustico, puoi prediligere adesivi che riproducono l’effetto dei mattoni a vista e che magari abbiano alcune geometrie, così da far movimento. Una cucina che abbia una raffinata finitura in mattoncini è quella che, infatti, più di altri, richiama questo stile country.

Se hai bisogno di qualche info più approfondita su dove acquistare le piastrelle adesive e come applicarle, non esitare a contattarci 🙂