Il ritorno della Boiserie

Il termine Boiserie si sta affermando sempre più nella realizzazione delle finiture d’interni delle case moderne.
La Boiserie è una tecnica decorativa e consiste nella copertura delle pareti con pannelli di legno, variamente intarsiati, incisi e intagliati. La parola significa lavorazione del legno e deriva dal francese bois, ovvero legno.
Molto popolare in Francia a partire dal secolo XVII, la tecnica cominciò ad essere utilizzata per rivestire pareti, armadi, porte e librerie.
E’ una decorazione artistica che rappresenta una soluzione elegante e duratura e non necessita di particolari manutenzioni una volta applicata.

I materiali utilizzati sono:
Il legno: ottimo isolante termico, permette di tenere l’ambiente al riparo da umidità e freddo. Per la miglior realizzazione, occorre utilizzare legno di alta qualità, prestando attenzione alla provenienza del materiale.
La ceramica: materiale che permette di realizzare un rivestimento che imita le boiserie in legno.
Il gesso: soluzione che offre un’alta resistenza agli urti, una proprietà che generalmente si ritrova in pietre naturali come il marmo.
Il polistirolo: materiale leggero adatto qualora si propensa per una soluzione più economica.
Facilmente lavorabile, è ecologico e termoisolante allo stesso tempo.
Infine la boiserie in chiave moderna, che non è soltanto più considerata l’applicazione di pannelli, il termine infatti viene utilizzato in riferimento a materiali diversi come elementi sagomati di polistirolo, carte da parati oppure tinte diverse.

Ma dove sono più adatte le boiserie? Partendo dal presupposto che danno una sensazione di intimità e quindi tendono a scaldare l’ambiente, a nostro parere gli ambienti più adatti per le boiserie sono la camera da letto ed il soggiorno, ma niente esclude che possano essere inserite negli altri ambienti della casa.
Ad esempio in cucina può svolgere una funzione di raccordo tra la zona cucina e il living, potendo costituire anche una pratica parete divisoria.
Mentre una boiserie in ceramica all’interno di un bagno può rendere l’ambiente elegante e lussuoso.

Oltre a dove collocarla le decisioni da prendere sono diverse: ricoprire l’intera parete od una parte soltanto, applicare in maniera verticale/orizzontale, inserire pannelli o cornici? Senza contare che vanno verificate le condizioni del muro su cui applicare le assi perchè se la parete fosse umida od in presenza d’infiltrazione, occorrerà trattarla con prodotti isolanti per avere una protezione maggiore.
Per questo l’aiuto di un esperto in questo caso vi permetterà di avere le idee più chiare, contattateci per una consulenza gratuita vi daremo una mano a realizzare la vostra boiserie su misura! 🙂

Monolocali e ingegno

Come arredare un monolocale e riuscire a sfruttare al meglio tutto lo spazio?
Il problema non è dei più semplici ma ci sono alcuni trucchi che vi aiuteranno ad utilizzare tutto lo spazio che avete.

La prima regola è ottimizzare gli spazi e questo vale per ogni singola scelta che farete. Le pareti sono alte? Avrete raddoppiato il vostro spazio senza fare nulla! Non potete immaginare quante cose ci stiano sotto il letto, aguzzate l’ingegno e scoprirete che i vostri venti metri quadri sono in realtà molti di più!

La seconda regola da seguire è fare attenzione ai colori infatti la scelta dei colori è fondamentale basta scegliere un colore troppo scuro per far apparire la vostra stanza ancora più piccola di quanto già non lo sia. Sono vietati quindi colori scuri ma potete dare il via libera a colori pastello e toni chiari.

La terza regola è quella di fare attenzione alle proporzioni, i mobili che scegliete dovranno essere proporzionati alla dimensione della stanza. Niente letto oversize o tavolo oltre 2 metri o la vostra stanza sarà letteralmente occupata esclusivamente da un singolo oggetto di arredamento. Altro consiglio è quello di utilizzare mobili in vetro e cristallo che vi aiuteranno ad alleggerire l’arredamento, lasciando che tutto sia più arioso e luminoso. Il tavolino da mettere vicino al divano sceglietelo in vetro, avrete un elemento di arredo in più che quasi non si vedrà.

Date il via libera a mensole librerie e scaffali, sfruttare le pareti in verticale e cercare di inserire delle mensole negli angoli meno usati della casa farà in modo di alleggerire le pareti e di utilizzare i punti di passaggio. La soluzione migliore per un monolocale è il letto a soppalco, ma se l’altezza del monolocale non lo permette cercate di fare scelte oculate. Il divano letto è una soluzione da non sottovalutare. Se invece riuscite ad avere una nicchia per il letto, scegliete il modello che permette di avere dei cassetti da riempire alla base.

Le luci in casa faranno la differenza, con la giusta illuminazione riuscirete a far sembrare la casa molto più grande di quanto non sia. In un monolocale l’ideale è usare lampade sospese, se l’illuminazione è scarsa aggiungete delle lampade da terra.

Per quanto riguarda la scelta delle tende vi invitiamo ad usare tende leggere trasparenti che lascino entrare la luce naturale. I tessuti vanno utilizzati con moderazione ma comunque sceglieteli chiari, accesi e vivaci. Ultimo consiglio è quello di utilizzare gli specchi, gli specchi infatti hanno un potere magico; far sembrare la casa più grande e più ampia!

E ovviamente se avete dubbi contattateci per una consulenza gratuita vi daremo una mano a realizzare la vostra casa su misura! 🙂

Arredare nel 2020

Le feste sono finite e noi ci troviamo già su nuovi progetti proiettate in funzione di quello che sarà l’arredamento nel 2020.

Non si tratta solo di moda e tendenza, ma di un’evoluzione, di uno studio di come vengono vissuti gli spazi con il passare degli anni e quindi di come si sta evolvendo l’esperienza casa. Su cosa si punterà di più quest’anno? Di seguito qualche spunto che potrà esservi molto utile!

Il comfort: l’idea di luogo confortevole e piacevole dove rimanere, anche da soli, si rafforzerà: la propria casa sarà il posto dove rilassarsi, non sentire i rumori provenienti da altri locali o dalla strada, separando e creando una comfort zone. Infatti anche l’open space verrà riprogettato pensando alla cucina come ad un ambiente separato con la massima attenzione agli odori ed i fumi, mentre si prepara la cena, che non invadano la zona relax.

Pareti attrezzate: si stanno affermando sempre più come scelta d’arredo, la novità starà nel mescolare materiali diversi, metallo, vetro, legno, pelle possono far parte dello stesso mobile senza alcun problema.

Paglia di Vienna: il 2020 sarà l’anno del ritorno nelle abitazioni della paglia di Vienna, materiale ricavato dalla manifattura della canna del giunco, questo materiale dal sapore vintage viene rivisitato per realizzare arredi moderni e adatti alle abitazioni contemporanee.

Carte da parati: la parete del soggiorno diventa luogo di espressione. La carta da parati verrà scelta come rivestimento ma anche e soprattutto per decorare le pareti. La natura sarà un soggetto molto presente nelle case: disegni di foreste tropicali, giungle e piante saranno le più gettonate.

E infine largo spazio ai colori accesi: rosso, verde e blu profondo, saranno presenti nella zona notte e nella zona giorno, in cucina invece trionferà il nero con la sua eleganza mentre il bagno con i suoi toni pacati si confermerà la stanza del relax.

Ovviamente il tocco in più in ambito progettuale starà nel riuscire a mixare alcune di queste novità con quello che sono i gusti personali, solo così non si avrà l’impressione di trovarsi in uno showroom, ma in un ambiente caldo ed accogliente. Se avete dubbi contattateci per una consulenza gratuita vi daremo una mano a realizzare la casa dei vostri sogni! 🙂

Incarti natalizi fai da te

Si dice che l’abito non fa il monaco e che un libro non si giudica dalla copertina ma spesso una confezione fatta con cura può rendere il più semplice dei regali un dono davvero speciale. Inoltre cosa c’è di più banale della solita carta da regalo con una fantasia standard o dei pacchetti regalo fatti in serie e tutti uguali dalle catene di grande distribuzione? Abbiamo quindi pensato di raccogliere per voi alcune idee originali per i vostri incarti natalizi.

Partendo dalla soluzione più semplice ed economica abbiamo optato per le palline di piccola dimensione per l’albero di Natale. Le palline di Natale quelle piccole e non di vetro costano pochissimo. Nei supermercati e nei negozi di giardinaggio ne vendono bidoncini interi per pochi euro. Scegliete uno massimo due colori e un nastro in coordinato. Le palline dovranno trionfare sul pacco. Quante? minimo 3 per un massimo di sei, facendo attenzione ad alternare un po’ i colori potreste anche giocare con le dimensioni.


Palline ,renne, faccine di Babbo Natale o pupazzi di neve.
Questi sono i protagonisti di Natale e l’idea per decorare il pacco è la seguente creare delle sagome di cartone, devono essere colorate e stilizzate, e possono essere utilizzate anche come biglietto di auguri affrancate in cima al pacco. La confezione viene più bella se si usa un nastro in tessuto con cordino stile spago da cucina.


Lucine di natale con Pon Pon. Dovete fare un regalo a qualcuno molto appassionato di serie tv? Puntate su una delle serie Netflix più amate negli ultimi anni, ovvero Stranger
Things. Qui le luci di Natale sono un elemento caratteristico di questo particolare format televisivo. Sbizzarritevi disegnando su una carta marroncina o di qualsiasi colore
vogliate una linea attorcigliata che ricorda quella dei fili aggrovigliati delle luci, e poi
attaccatevi sopra dei piccoli pon pon colorati per ricreare l’effetto luci natalizie. In
alternativa ?due o tre Pon pon per il regalo della amica fashion.

Rami di pino e vischio. Il pino e il vischio sono sicuramente le piante del natale e sono ideali per le confezioni regalo. Inoltre costano davvero poco perché vi basterà un bel ramo per addobbare tutti i pacchi. Ne tagliate poi dei pezzetti piccoli e lo utilizzate come chiudipacco. Potete ovviamente aggiungere delle palline, del nastro in tessutono per rendere i pacchetti più colorati potreste anche sfumarli con della vernice spray color oro o argento.

Carta disegnata. Un modo interessante per addobbare i propri pacchetti è disegnare personalmente la carta. Prendete della carta neutra, quindi tutta bianca o la classica riciclata e poi con le matite e pennarelli realizzate dei paesaggi o dei soggetti natalizi. Ovviamente non ci sarà un pacchetto uguale all’altro.

Lettere o nomi. Cartoncino, colori e forbici in mano. Siete pronte? Ecco un’altra trovata. Le lettere, possibilmente di grande dimensione e in stampatello, si possono usare come chiudipacco. Quale lettera utilizzare? Ovviamente l’iniziale della persona a cui si sta facendo il regalo altrimenti potreste scrivere a mano sempre in stampatello il nome del destinatario sul pacco: deve essere una scritta importante quindi attenzione a prendere bene le misure. Per essere precisi usate delle sagome tipo stencil.


Auguriamo a tutti voi un buon natale e pacchetti regalo di buon gusto. 🎄🌟🎁

A Natale fai da te!

Il Natale è ormai alle porte e la voglia di addobbare casa si fa sempre più forte. Tante sono le idee che si trovano in giro per il web per poter realizzare addobbi e decorazioni natalizie fai da te, ma noi abbiamo deciso di selezionare le più meritevoli in quanto facilità di realizzazione e originalità.
Dal centrotavola ai segnaposto, dal presepe all’albero moderno in legno. Le decorazioni che si possono creare con un minimo di tempo e fantasia sono tantissime, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Partiamo dai segnaposti natalizi che conferiscono un tocco elegante ed unico alla tavola di Natale.
Per chi ama il fai da te, è davvero semplicissimo realizzare splendidi segnaposti con i nomi degli invitati. Dalle pigne ai bastoncini in legno ai rametti freschi e profumati, sono tantissime le idee da poter realizzare.

Ecco di seguito qualche immagine che sicuramente riuscirà ad ispirarvi:

Semplici e di grande effetto: basta del cartoncino, un po’ di rosmarino e il gioco è fatto 🙂
Altra soluzione semplice e romanticissima: 4 bastonicini, un po’ di spago per legarli insieme, cartoncino colorato sul quale scrivere i nomi, da incastrare tra un bastonicino e l’altro, una piccola pigna e se proprio vogliamo esagerare qualche glitter da cospargere sul piatto.
Sempre con delle piccole pigne ecco un’altra soluzione veloce e che vi farà fare bella figura: queste etichette sono acquistabili così già pronte su amazon oppure con un po’ di pazienza si possono ritagliare dei cartoncini di questa forma.

Altro elemento molto utile sotto le feste sono le composizioni natalizie, qui ne abbiamo selezionate alcune facilmente replicabili con elementi naturali, perfette come centrotavola, o come soprammobile.

Semplicissima da realizzare basta una candela, qualche ramo di pino e un po’ di spago. La base di corteccia si trova facilmente online o nei negozi dedicati al fai da te.
E qui andiamo ancora più sul semplice in questo caso basta una brocca o un vaso, un po’ di verde e un po’ di rametti secchi. Utilizzateli per appendervi le decorazioni natalizie, daranno un tocco nordico alla vostra casa.
Infine sempre con i rametti secchi si possono fare più composizioni per un elegante centrotavola. Il vetro trasparente del vaso renderà la composizione leggera ed effimera e lascerà spazio alla luce delle candele.

Questa ovviamente è una piccola selezione delle infinite possibilità del fai da te, a seconda delle tonalità e dello stile della vostra casa potranno essere modificati i colori ed i materiali utilizzati per questo se volete qualche consiglio su come addobbare la vostra casa in questi giorni di festa contattateci! Saremo felici di potervi aiutare! 🎄⛄🌟

Reinventa la tavola di Natale

Il 16 novembre presso il bar pasticceria Vaniglia Time a Capannori abbiamo tenuto un piccolo workshop per insegnare a decorare alla perfezione la tavola natalizia. Ecco qualche idea da copiare.

Si chiama Reinventa la tavola di Natale ed è un progetto che abbiamo deciso di lanciare in collaborazione con l’Associazione culturale Tèlia, un test per capire quanto possano interessare determinati argomenti legati all’home decor e all’arredamento d’interni così da poter poi strutturare in futuro veri e propri corsi e laboratori. La risposta? È stata molto positiva! 🙂

L’obiettivo: dire addio ai vecchi stereotipi natalizi, reinventando finalmente le decorazioni in maniera attuale e originale.
Abbiamo ideato tre proposte originali di tavole per il Natale, fuori dalle regole e dalle consuetudini.

 Solo per chi osa: Il piatto nero sicuramente è adatto per chi osa soprattutto messo all’ interno di una Mis en Place natalizia accompagnato da posate color champagne che sono diventate un vero e proprio must all’ultima moda.

L’ abbinamento con l’oro è stato studiato per renderlo appunto adatto al Natale accostato al porpora del bicchiere lavorato e al tralcio di fiori sul solito tono che è l’elemento originale e fuori dai canoni natalizi insieme al piatto nero. Sul tema fiori natalizi ci si può aspettare  l’agrifoglio, la stella di natale, la sterlizia. Qui abbiamo volutamente abbandonato il classico per dare spazio a qualcosa di nuovo. Abbiamo però dato un richiamo al vintage con le lanterne dorate che riprendono un po’ le forme delle vecchie lanterne ad olio.

La tavola country: un grande classico del Natale, giocata sui toni del rosso caldo e profondo, il fondo legnoso che richiama al bosco e agli elementi naturali, il tovagliolo in lino fatto sempre di fibre naturali, il porta tovagliolo fatto con i tronchetti di legno tagliati e personalizzati tramite timbri, le posate rosse e bianche per alleggerire un po’ il piatto rosso richiamano quasi ai classici bastoncini di zucchero rossi e bianchi del natale americano.

I centri tavola con la base di sale che fanno pensare al glaciale inverno intervallate da piccole bacche rosse, l’immancabile felce che si trova nei boschi le more rosse selvatiche che gli danno quel qualcosa di caramelloso e il verde che assomiglia al muschio e ai fiori che si trovano nei sentieri.

Il cielo stellato: L’ultima mis en Place vi accoglie con questo fondale blu con lurex argento che fa pensare ad un cielo sereno e irto di stelle, il richiamo al classico è dato dal sottopiatto decorato con agrifoglio inciso nell argento e il piatto bianco di porcellana bordato sempre di argento, le posate satinate danno quel tocco spaziale che riprende il fondo del cielo stellato e l’ originale bicchiere con la pallina di vetro soffiato blu e rosa accompagnato da un calice baloon x degustazioni importanti.

In ultimo il centrotavola con fasci di glitter turchesi per spezzare un po’ il colore cannucce di carta argentate e palline natalizie argentate  per dare un tocco lucente a questa tavola già così luminosa.

Tutti i colori scelti sono di tendenza per questo Natale 2019, chiaramente poi sta a voi vedere quelli che sono i colori migliori da abbinare alle vostre case per creare apparecchiature natalizie ad hoc in perfetta combinazione con i colori dell ambiente circostante.

Quadri che Quadrano

Quando si parla di quadri, stampe, arazzi, fotografie, ma anche bassorilievi, adesivi murali se appesi alle pareti in maniera confusionaria possono fare apparire disordinato anche l’ambiente più curato. Per appendere quadri alle pareti di casa in modo corretto è necessario il rispetto di alcune semplici regole. Innanzitutto prima di appendere i quadri alle pareti, valutate con attenzione la coerenza formale che questi hanno con lo stile della stanza da arredare. Armonia fra quadro e arredamento è fondamentale per il giusto completamento dell’ambiente che volete realizzare. Quindi quadri o stampe con temi classici in ambienti classici, temi bucolici e botanici in ambienti rustici, astratti contemporanei in ambienti moderni. Questa è la regola generale!

Ogni elemento da appendere va accuratamente selezionato. Una prima suddivisione va operata separando i quadri decorativi dalle opere d’arte. Della prima categoria ci sono riproduzioni fotografiche e stampe di opere famose, poster ma anche dipinti decorativi di valore commerciale. Le opere d’arte possono includere oltre ai dipinti su tela, stampe fotografiche d’arte, serigrafie incisioni ecc.

Per le opere artistiche occorre valutare con maggiore attenzione la loro collocazione per cui vi invitiamo a non mescolare le opere d’arte con quelle di minore importanza la cui funzione è puramente decorativa. Nel caso di opere importanti tenete presente che queste influenzano l’ arredamento della stanza e non viceversa. Considerate questo tipo di opere come un’eccezione, qualcosa che vive di vita propria. Queste, se veramente importanti, domineranno lo spazio della stanza a prescindere dal suo arredamento. Un’altra suddivisione può essere fatta a seconda dei temi rappresentati, questo è utile per unire i quadri per similitudine: ritratti, paesaggi, temi astratti ecc. Naturalmente tutto quello che non è coerente con lo stile dell’arredamento della stanza va eliminato.

Altro punto da analizzare è l’altezza ideale per appendere quadri in casa che corrisponde a quella degli occhi di una persona di altezza media in piedi, cioè circa 160 cm da terra. Per questo la disposizione più usata per far sì che i quadri risultino ordinati e ben visibili, indipendentemente dalle loro dimensioni, è quella lungo la linea immaginaria posta 160 cm da terra che attraversa il centro dei quadri. Invece una linea immaginaria orizzontale, posta fra 100-120 cm da terra può essere utilizzata come linea di base per quadri molto grandi. Mentre si può tracciare una linea superiore per allineare in testa al quadro più grande quelli più piccoli. In realtà non esistono regole prestabilite per appendere quadri alle pareti, questi possono essere posti ad altezze diverse a seconda degli ambienti e degli spazi disponibili; in soggiorno per esempio per posizionare meglio i quadri dietro divano e poltrone la linea di centratura immaginaria può essere abbassata fino a 140 cm mentre all’ingresso o in un corridoio, i quadri vanno posizionati un po’ più in alto dei 160 cm. In ogni caso destinate ai quadri migliori il punto di osservazione migliore mentre potete disporre gli altri più in alto o più in basso di questi.

Altro punto importante sono le dimensioni che devono essere sempre proporzionate alla grandezza dell’ambiente dei mobili a cui sono accostati. Mai appendere quadri grandi in ambienti di ridotte dimensioni, come corridoio e scale perché è impossibile osservarli bene. Evitate anche di mettere un quadro grande sopra una credenza piccola o un piccolo quadro sopra la testiera del letto. Se avete un quadro molto grande , per poterlo apprezzare al meglio dovete destinare ad esso una parete tutta per lui. Se non possedete un quadro abbastanza grande da collocare, ad esempio sopra il divano, potete mettere insieme dei quadri più piccoli per formare un quadro più grande. I criteri di composizione che si possono adoperare possono avere andamento verticale, per dare più altezza alla stanza, orizzontale per allargare lo spazio percepito.

Raggruppare dei quadri in una composizione evita mix caotici soprattutto quando i quadri sono tanti e di misure diverse. Non importa quanti quadri volete inserire nella composizione. Utilizzare un’intera parete per realizzare una galleria di quadri è molto di tendenza, l’importante è mantenere sempre una certa armonia e soprattutto uguale distanza fra loro. Per ottenere maggiore armonia mettete i quadri più grandi sopra quelli più piccoli e quelli dalle tonalità più scure sopra quelli chiari.

Inoltre bisogna tener conto delle cromie dei quadri e delle cornici, se ne hanno, devono essere coerenti con i colori presenti all’interno della stanza. Ad esempio per il quadro sopra il divano evitate abbinamenti cromatici per similitudine tra quadri e colore del divano, meglio riferirsi agli accenti cromatici presenti nella stanza.

Se avete bisogno di consigli su come sistemare i quadri a casa vostra non esitate a contattarci, saremo liete di aiutarvi. 🙂

Ikea hack Bekväm

In un articolo precedente vi abbiamo introdotto il concetto di “Hack” nell’ambito dell’arredamento, in particolare per quello che riguarda i prodotti Ikea, portandovi come esempio uno dei nostri makeover.

Gli arredi Ikea infatti hanno delle linee semplici e pulite che ben si adattano alle trasformazioni e con la pittura e la fantasia si può dare vita ad arredi originali e funzionali per la propria casa.
Oggi vogliamo illustrarvi le potenzialità della scaletta/sgabello Bekväm e di come si può adattare nei diversi spazi sia per la propria abitazione che per un allestimento di home staging.
Ecco gli esempi che abbiamo selezionato dal web:

Con la pittura giusta diventa un ottimo sgabello da bagno.
Si procede mascherando una prima parte con il nastro carta dipingiamo la zona interessata, lasciamo asciugare prima di rimuovere il nastro. Successivamente rimascheriamo la stessa zona nel senso opposto e dipingiamo la parte rimanente con un altro colore.
Utilissimo per l’home staging, può trasformarsi in un comodino originale!
Non avete tempo di dipingerlo? Anche grezzo farà la sua figura!
E se mi serve un tavolino da salotto?
Se si ha poco tempo, invece, prediamo spunto dal color blocking, dal design scandinavo dove si lascia metà sgabello nella finitura originale, mentre l’altra metà viene dipinta di bianco (ma anche di altri colori). Un semplice nastro adesivo da mascheratura verrà in nostro aiuto per delimitare la zona da dipingere. Applicare la vernice e lasciare asciugare prima di rimuovere il nastro.

Infine a questo link una piccola selezione di come si può pitturare in modo originale! Pronti per diventare anche voi degli Hacker? 🙂

https://pin.it/4lkth32hq56udk

MAI FUORI MODA Origine e storia del Chesterfield

Chesterfield sono poltrone, divani e pouf inglesi realizzati in pelle, con lavorazione capitonnè, secondo un modello originario risalente a un periodo compreso fra la fine del 700 e l’inizio dell’800.

Il design è lievemente mutato con il passare dei decenni. Secondo l’Oxford English Dictionary, il sostantivo Chesterfield era già utilizzato in Inghilterra nell’800 per definire un divano in pelle. E, sempre a partire dall’ottocento, esso divenne sinonimo di divano, specie nel continente americano. Il nome deriva molto probabilmente dall’omonima città britannica cui si riferisce il titolo nobiliare di lord Phillip Stanhope, quarto conte di Chesterfield che avrebbe commissionato ad un artigiano londinese il primo divano o la prima poltrona di questo tipo, dotati di una morbida imbottitura del cuscino e di una seduta molto bassa. Il nome Chesterfield non si riferirebbe quindi a luogo di produzione originario del mobile, ma la denominazione del feudo del conte, che però risiedeva a Londra , città in cui la poltrona sarebbe stata ideata.

La pelle utilizzata era ed è quella bovina, di primissima scelta e lavorata con particolare cura e attenzione affinché sia molto liscia gradevole al tatto e molto resistente. La perfetta trazione della stessa è garantito dalla presenza di grossi bottoni. Divani, poltrone e pouf con lavorazione della pelle secondo la tecnica capitonnè, il termine equivalente in italiano sarebbe trapunta o trapuntata costituiscono un’icona delle èlite europee dell’800. Il modello originario a cui l’Europa si ispirò per realizzare i divani furono le sedute con tanti cuscini e materassi della tradizione araba. Il lord di Chesterfield potrebbe essersi fatto ispirare dai sedili delle carrozze, coperti o scoperti che fossero. Queste ultime montavano inizialmente assi con cuscini di stoffa imbottita per rendere più comoda la seduta. Ma l’umidità e la pioggia creavano seri problemi alle stoffe. Inoltre la pulizia di raso e seta era difficoltosa e negli ambienti chiusi tendeva a svilupparsi uno sgradevole odore di muffa, che non poteva essere coperto dei profumi. Così si pensó di utilizzare, nell’ambito della carrozzeria dell’epoca, il cuoio, ben più resistente e lavabile. Il conte inglese, secondo quanto è stato trasmesso oralmente, pensò che i sedili delle carrozzerie fossero ben resistenti e comodi e che durante gli spostamenti in carrozza tenessero la stiratura degli abiti. Bastava migliorare il disegno e rendere la seduta il più possibile accogliente per trasformarli in un pezzo di arredamento domestico, da collocare in un salotto riparato. Così il conte pensò a qualcosa di estremamente comodo per il suo palazzo, dove riposarsi, senza stropicciare i vestiti. Essere impeccabile era un segno distintivo per un Lord quindi il Chesterfield nacque come una poltrona o divano di servizio. Solo dopo acquisì il diritto di entrare anche nelle sale di rappresentanza.

I divani del Settecento erano piccoli e angusti, mentre una pausa a letto non avrebbe consentito di essere impeccabile, in ogni momento della giornata. Si racconta, così, che il nobile britannico descrisse perfettamente all’artigiano quello che avrebbe voluto. Una specie di guscio cubico e avvolgente con i braccioli per fare in modo di appoggiare le braccia perpendicolarmente al corpo, affinché mai le mani potessero informicolirsi. L’uso della pelle non era del tutto nuovo nelle sedute ma la struttura era molto diversa. Superfici lisce di pelli conciate erano usate per le poltrone nel XVII secolo nelle quali la parte legnosa che restava scoperta era notevole rispetto all’imbottitura.
Erano quindi simili a seggioloni e molto scomodi. Il legno nelle poltrone o nei divani chester, è quasi totalmente nascosto e svolge una funzione di struttura, celata alla vista, senza funzioni decorative.

Per quanto legato al prototipo, il Chesterfield ha subito alcune influenze stilistiche, registrando il gusto dominante dei decenni che ha attraversato, mostrandole soprattutto a livello della sagomatura dello schienale e delle gambe o piedini. La copertura completa avanza, con il gusto della seconda metà dell’800 che si alimenta di un’ eleganza basata sul rasi, sete e cuoio che coprono ogni parte dell’appartamento. Ciò che resta imprescindibile è la lavorazione capitonnè. La fortuna di questa icona fu legata alla qualità oggettiva del divano quanto al ruolo del conte, considerato un cacciatore di mode. Molto imitato al tempo favorì la diffusione del Chesterfield in tutti gli ambienti nobili. La copertura di un’ampia gamma di forme fu garantita dalla fabbrica Lawford che nel 1855 uscì con un proprio catalogo.

Il moltiplicarsi delle opzioni dimostra il fatto che già a metà dell’800 i divani Chesterfield avevano ampiamente conquistato il mercato e che i produttori spingevano sull’acceleratore sul grande successo di questi mobili, offrendo una gamma di varianti, per coprire le esigenze diverse. La standardizzazione crebbe, in linea con il miglioramento dei processi industriali e con l’apertura di empori di sempre maggiori dimensioni. Non è un divano né una poltrona qualsiasi, ma l’incarnazione dello Status symbol del mondo aristocratico britannico. Nel corso degli anni i divani Chester hanno occupato i palazzi dei reali, uffici commerciali, alberghi, ristoranti club di gentiluomini e lussuose abitazioni. Il Chesterfield è sinonimo di eleganza e di classe, all’interno di ogni stile architettonico e decorativo. Complemento sofisticato e di comfort è l’icona pop più antica del mondo. Ciò è dovuto alla diffusione della sua immagine, legata ad un modo di essere: elegante ed informale, al contempo.

E se dall’ 800 risulta essere ancora così famoso e gettonato deve essere grato al suo inventore che di certo possedeva una visione proiettata al futuro.

Il lampadario fatto da te!

Ma che soddisfazione c’è nel creare degli oggetti che vanno a completare l’arredamento di casa?
A noi ovviamente piace tantissimo e cerchiamo sempre di portare questo concetto del fai da te creativo nelle case dei nostri clienti.
In questo caso ad esempio abbiamo realizzato un lampadario su misura per un nostro cliente che voleva mettere in affitto il proprio immobile. Budget basso e Altissima resa. Volete sapere come realizzarlo pure voi? Continuate la lettura 🙂

Occorrente:

  • Spago
  • colla vinilica
  • colori acrilici
  • palloncino
  • portalampada

Per cominciare dovrete scegliere la tipologia di spago da utilizzare. Meglio scegliere uno spago piuttosto spesso. Srotolatelo, immergetelo in un recipiente pieno di colla vinilica, precedentemente diluita con acqua, in modo da farlo impregnare meglio. Per una lampada colorata potrete mescolare alla colla vinilica del colore acrilico.


Gonfiate un palloncino o una palla da spiaggia con valvola della dimensione corrispondente alla lampada desiderata, tracciate una linea circolare intorno alla valvola per delimitare l’area di lavoro: lo spago non dovrà superare quella linea, in modo tale da lasciare un foro dove monterete il portalampada. Se volete che il lampadario sia aperto in basso, (come abbiamo fatto noi) sarà utile tracciare un’ulteriore linea da non superare, sull’altra estremità del palloncino.
Sgocciolato lo spago, cominciate ad avvolgerlo intorno al palloncino a vostro piacimento, in maniera regolare a formare una rete o in modo casuale. Se la colla dovesse asciugarsi troppo durante il procedimento, applicatene altra sullo spago per assicurare che gli strati siano ben saldi tra loro.


A questo punto lasciate asciugare la lampada per almeno un paio d’ore. Verificate che la colla sia davvero asciutta e la rete ben fissata prima di proseguire. Ora potrete sgonfiare il palloncino, se munito di valvola, o bucarlo se legato ed estrarlo dal foro.
Non vi resta che fissare nel foro un portalampada, magari colorato, e il vostro lampadario sarà pronto per essere appeso! 🙂